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La tendenza ad usare l'elettricità nei consumi sta orientando le scelte energetiche delle famiglie verso soluzioni green economicamente convenienti. Pertanto assistiamo ad un progressivo abbandono delle fonti fossili in favore delle energie rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico, che permettono di auto-produrre in maniera pulita l’elettricità da usare nella rete domestica. E' una scelta ecologica, economica e sostenibile che va a tutto vantaggio dell’ambiente. Con i pannelli fotovoltaici assieme alle nuove batterie di accumulo, puoi abbattere il consumo dell'80/85% e quindi raggiungere la quasi totale indipendenza energetica. Ciò significa una quasi totale riduzione della bolletta energetica e la possibilità di sfruttare al massimo l’energia verde prodotta con l’impianto fotovoltaico con accumulo. Pertanto installare un impianto fotovoltaico con accumulo è un vero e proprio investimento che può essere recuperato in un breve periodo di tempo anche grazie alle detrazioni fiscali. Questa Guida Vi aiuta ad affrontare la questione dei prezzi e delle agevolazioni fiscali su cui è necessario fare chiarezza e per convincere anche i più scettici che installare un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di elettricità è una scelta davvero conveniente.

Un impianto fotovoltaico è costituito principalmente dai pannelli solari e da un inverter che converte la corrente continua prodotta dai pannelli stessi in corrente alternata ch serve ad alimentare le utenze domestiche. Ma, l’impianto fotovoltaico, trasformando l’energia del sole in energia elettrica, produce solamente quando il sole è presente mentre nelle giornate nuvolose,di sera e di notte, non è in grado di soddisfare le richieste energetiche della casa e quindi l'energia viene prelevata dalla rete pubblica con la conseguenza di un notevole esporso di denaro. Normalmente, l’energia che serve in questi casi viene prelevata dalla rete elettrica pubblica e naturalmente comporta un corrispondente esborso di denaro per l’acquisto dal tradizionale fornitore di energia. In questo modo, l’impianto fotovoltaico non viene sfruttato appieno. Negli ultimi anni, tuttavia, per superare questi limiti, è disponibile una nuova tecnologia: l’accumulo fotovoltaico. Questo sistema, che include una o più batterie, permette di immagazzinare l’energia fotovoltaica prodotta durante il giorno per fornirla quando ne hai effettivamente bisogno.

Un impianto fotovoltaico con accumulo correttamente dimensionato per la tua abitazione può farti risparmiare fino all’80% di quello che spendi attualmente per l’energia elettrica.

E il risparmio economico non è l’unico vantaggio.

 

Ecco cosa puoi fare grazie all’accumulo fotovoltaico:

  • raggiungere la quasi totale indipendenza energetica

  • massimizzare l’investimento dell’impianto fotovoltaico

  • utilizzare l’energia autoprodotta quando ne hai realmente bisogno, quindi anche quando l’impianto fotovoltaico è fermo e non produce (ad esempio la sera)

  • controllare in modo semplice e costante le prestazioni ed il corretto funzionamento dell’impianto, se dotato di un sistema di monitoraggio integrato

  • ridurre le emissioni inquinanti, grazie all’utilizzo di una maggiore quantità di energia rinnovabile

  • aumentare il valore dell’immobile in virtù dell’aumento dell’autosufficienza energetica dello stesso.

A questi punti si va ad aggiungere un altro fattore: l'accumulo rappresenta il "cuore" non solo di quella che sarà la casa del futuro, ma anche del sistema elettrico che si andrà a definire nei prossimi anni e che comporterà l'ulteriore aumento della quota di energia rinnovabile tra le fonti energetiche, la decentralizzazione della produzione energetica (generazione distribuita), l'utilizzo delle reti intelligenti (smart grid), l'elettrificazione della mobilità e della casa. In particolare, i sistemi di accumulo, nel prossimo futuro, svolgeranno un ruolo fondamentale nel consentire il corretto funzionamento della rete elettrica e la sicurezza e continuità della fornitura elettrica, grazie ai servizi di bilanciamento di rete che possono fornire. A questo link puoi trovare un interessante articolo di approfondimento sui servizi di bilanciamento di rete e sulla possibilità, per chi ha un sistema di accumulo idoneo, di beneficiare in futuro dei compensi offerti per questi servizi.

Tutti questi vantaggi rendono quindi l’accumulo fotovoltaico una soluzione davvero conveniente: ma questo discorso vale davvero per tutti? Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto pensare al nostro debito energetico, ovvero alla somma che costantemente sborsiamo a favore dei nostri tradizionali fornitori di energia. Una somma che è in continua crescita e destinata ad aumentare ancor di più negli anni a venire, sia a causa dell’inarrestabile aumento dei prezzi dell’energia, sia a causa dell’aumento dei consumi nelle nostre case. In merito ai prezzi dell’elettricità, secondo uno studio dell'associazione dei consumatori Codacons, dal 2008 al 2018 essi sono incrementati del 15%. Tale percentuale diventa quasi 4 volte più alta se si considera il periodo dal 2004 al 2014 (57%). Si tratta di un trend di crescita inesorabile, che spesso dipende da fattori geopolitici fuori dal nostro controllo e che rimarrà tale finché non sceglieremo di diventare autonomi nella produzione dell’energia per il proprio fabbisogno tramite un impianto fotovoltaico. In merito all'aumento dei consumi elettrici, basti pensare a tutti i dispositivi elettrici di cui facciamo o faremo sempre più uso, come il condizionatore, l’asciugatrice, l’auto elettrica, la pompa di calore. Se pensi a quanto paghi ogni mese per la bolletta dell’energia elettrica e fai un rapido calcolo di quanto questo costo incida sul bilancio familiare, e di quanto inciderà nei prossimi anni, ti renderai sicuramente conto del peso che i consumi elettrici hanno sulla tua vita: si tratta di decine di migliaia di euro che dovrai necessariamente pagare per mantenere il tuo normale stile di vita.

Tutto ciò si traduce in bollette sempre più care: per una famiglia media italiana ciò significa un debito energetico di oltre 25.000 € in 20 anni! Acquistando un sistema di accumulo fotovoltaico questo debito può essere ridotto drasticamente e il costo iniziale sostenuto non solo viene compensato, ma addirittura ampiamente superato dai risparmi nel tempo. Con l'accumulo il tuo debito energetico, e ciò quello che inevitabilmente spenderai in bollette, può quindi essere trasformato in un capitale da investire. Sono soldi che in ogni caso dovrai sborsare: invece di sprecarli per le bollette puoi decidere di utilizzarli in maniera più redditizia, investendo nelle batterie di accumulo! Per spiegare il concetto, si può fare un confronto con l’acquisto di una casa: preferiresti buttare via i tuoi soldi in un affitto o investirli in un mutuo? E se lo stato contribuisse al mutuo per il 110%? È questo il contributo previsto oggigiorno per un impianto fotovoltaico con accumulo abbinato ad altri interventi di efficienza energetica, sottoforma di detrazione fiscale (vedi cap. 3).

Un sistema di accumulo fotovoltaico ha un costo variabile che dipende da alcuni fattori tra i quali:

  • Materiali utilizzati. Le batterie di accumulo si basano su diverse tecnologie chimiche. Sul mercato si trovano ancora batterie al piombo (le prime ad essere messe in commercio), ma le più diffuse oggi sono le batterie al litio, decisamente più sicure e vantaggiose in quanto hanno una vita utile più lunga (fino a 12.000 cicli di ricarica per una durata operativa di oltre 25 anni) e assicurano una maggiore efficienza energetica di carica e scarica (tra l’80 e il 95% per le batterie al litio, contro il 70-80% per quelle al piombo). Anche tra gli accumulatori al litio vi sono delle differenze, che riguardano gli elementi chimici combinati al litio stesso. I marchi più noti, anche nel settore dell’auto elettrica, si stanno concentrando prevalentemente sulla chimica NMC (litiocobalto-manganese), che offre vantaggi rilevanti, come la maggiore densità di energia, e maggiori possibilità di sviluppo e miglioramento. Le tecnologie impiegate incidono sul prezzo della batteria, che però viene giustificato dalle migliori prestazioni che riesce a garantire.

  • Capacità di accumulo. Il costo del sistema di accumulo varia anche in base alla capacità, ovverosia alla quantità di energia che può essere immagazzinata nella batteria. Il dato da tenere in considerazione in questo caso è la capacità netta o utile. Non sempre batterie più capienti sono la soluzione migliore. È importante dimensionare correttamente il sistema di accumulo sulle esigenze del singolo utente. Batterie troppo capienti, ad esempio, che rimangono in parte inutilizzate, rischiano di farti spendere una cospicua somma di denaro senza però godere appieno dei vantaggi economici che ne derivano. Meglio piuttosto puntare su sistemi di accumulo modulari, che consentono un eventuale aumento successivo della capacità di accumulo nel caso in cui i dati di prestazione evidenzino che il sistema è sottodimensionato. Qualità e durevolezza del sistema. Il prezzo di un sistema rispecchia anche la sua qualità: dei materiali impiegati, del processo produttivo, del servizio pre e post-vendita. Valutare la qualità di un prodotto non è cosa semplice, ma per farlo è bene fare affidamento innanzitutto sulle garanzie offerte, sia in termini di anni di copertura sia di percentuale di capacità della batteria garantita al termine del periodo di garanzia. Un altro segno di qualità può essere rappresentato dai premi e riconoscimenti ottenuti, che attestano l’affidabilità del prodotto.

  • Tecnologia e innovazione. Trattandosi di un investimento a lungo termine, i sistemi di accumulo devono essere tecnologie intelligenti e “a prova di futuro”, vale a dire progettate per sostenere le future evoluzioni del sistema energetico. I migliori sistemi di accumulo si distinguono da una semplice batteria proprio perché dotati di un software di controllo integrato, che ne ottimizza la carica/scarica e gestisce i flussi di energia dall’impianto fotovoltaico e verso la rete elettrica domestica e quella pubblica. Il software, vero cervello di tutto il sistema, consente inoltre di controllare le prestazioni del sistema, nonché di svolgere i settaggi, gli aggiornamenti e la maggior parte delle manutenzioni da remoto. Infine, esso permette di dialogare con altre periferiche e tecnologie, come la domotica, i veicoli elettrici, le UVAM. Tutto questo può tradursi in un maggiore costo finale, ma poter contare su un sistema che già oggi è pronto a integrarsi con le tecnologie e i servizi di domani è un vantaggio non indifferente che ti risparmierà costi aggiuntivi negli anni a venire. Componenti aggiuntivi. Tutto quello che è optional ha un costo, vale per le batterie di accumulo come per qualsiasi altro tipo di bene o servizio tu voglia acquistare. Nel caso dei sistemi di accumulo, però, i componenti aggiuntivi sono spesso così importanti che non puoi proprio pensare di farne a meno. Prendiamo ad esempio il sistema di monitoraggio, che alcuni sistemi di accumulo avanzati hanno già integrato all’interno. Esso consente di controllare in tempo reale diversi parametri relativi al funzionamento non solo delle batterie ma anche dell’intero impianto fotovoltaico. Semplicemente attraverso un click sul portale di monitoraggio o sulla app, è possibile visualizzare i dati su energia prodotta, consumata, immessa o assorbita dalla rete, immagazzinata o prelevata dalla batteria. Comodo, non trovi?

  • Design ed estetica. Certamente l’aspetto principale per la scelta delle migliori batterie rimangono le prestazioni, ma poter disporre di uno dispositivo funzionale che sia anche bello da vedere, o comunque in armonia con l’arredo della propria casa, è un fattore da considerare. In fase di acquisto non limitarti a scegliere il prodotto che costa meno, ma valuta tutti gli aspetti, anche quelli legati ad esempio al design: pensi sia meglio un sistema all-in-one con tutti i componenti integrati all’interno o un insieme di pezzi separati? A questo aggiungi anche una riflessione sulla modalità di installazione del sistema: a muro o a pavimento? Nel secondo caso, l’installazione comporta una più facile integrazione delle batterie nel contesto domestico, senza ingombranti lavori di foratura e rende più agevoli eventuali manutenzioni del sistema. Conoscere questi elementi è fondamentale per comprendere le differenze di prezzo tra i vari sistemi di accumulo offerti sul mercato. Risulta quindi molto difficile definire a priori, quando si parla di accumulo fotovoltaico, un costo standard, anche perché ogni situazione familiare è unica e quello che può sembrare un costo proporzionato per qualcuno, non è detto che si riveli tale anche per te. E se ancora il prezzo iniziale può sembrarti elevato, sappi che puoi ammortizzarlo in pochi anni non solo grazie al risparmio sulle spese in bolletta ma anche grazie alle detrazioni fiscali previste per l’acquisto di sistemi di accumulo. Inoltre, con il Superbonus 110% e lo sconto in fattura (vedi cap. 3) il costo può addirittura essere azzerato!

Superbonus 110% e altre agevolazioni fiscali

In seguito all’emergenza legata al Covid, il Governo italiano ha introdotto nuove forme incentivanti per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica degli edifici con le “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” contenute nella Legge 77/2020, che converte il DL 34/2020 (Decreto Rilancio), Artt. 119 e 121. Il Decreto Rilancio ha introdotto il cosiddetto Superbonus 110% e cioè ha innalzato al 110% le detrazioni fiscali per determinate opere di efficientamento energetico e antisismico eseguite tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. In aggiunta all’innalzamento dell’aliquota in detrazione, il Decreto ha stabilito inoltre che il recupero del credito possa avvenire in 5 anni, anziché in 10 come previsto precedentemente in questi ambiti. Le opere in questione, dette “trainanti”, riguardano principalmente l’isolamento termico e la sostituzione degli impianti di climatizzazione tradizionali con sistemi ad alta efficienza in condomini, edifici unifamiliari e unità indipendenti di edifici plurifamiliari, nonché interventi di riduzione del rischio sismico su costruzioni ubicate in zone sismiche (tranne la zona 4). Le opere di efficientamento energetico devono conseguire il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio, ovvero, se non possibile, il raggiungimento della classe energetica più alta. Se eseguiti in concomitanza con questi interventi, anche gli impianti fotovoltaici possono usufruire di questa importante agevolazione. Il tetto massimo di spesa in questo caso è di 48.000 euro con un limite di 2.400 euro per kW di potenza nominale dell’impianto. CAP 3 Superbonus 110% e altre agevolazioni fiscali L’opportunità del momento si chiama Superbonus 110% 13 Per i sistemi di accumulo, installati contestualmente o successivamente alla realizzazione degli impianti fotovoltaici agevolati al 110%, il limite massimo di spesa è di 1.000€ per kWh di capacità. Anche le stazioni di ricarica elettrica possono beneficiare della detrazione fiscale al 110% se installate congiuntamente agli interventi trainanti. Analogamente, la super-detrazione si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico previsti dal cosiddetto “Ecobonus” (ad esempio sostituzione infissi o impianti solari-termici), sempre se eseguiti in combinazione ai medesimi interventi trainanti. In tutti gli altri casi, si applicano le detrazioni precedentemente previste.

Sconto in fattura e cessione del credito

La detrazione fiscale del 110% è un’opportunità irripetibile perché permette al beneficiario non solo di rientrare dell’intero importo speso, ma anche di “guadagnare” un 10% in più. Ma questa non è la sola opzione a disposizione del beneficiario. Il Decreto Rilancio ha infatti introdotto la possibilità sia dello sconto in fattura che della cessione del credito per tutti gli interventi trainanti e per quelli collegati nonché per tutti gli interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione agevolati con altre detrazioni fiscali.

 

  • Lo sconto in fattura prevede la possibilità di non sborsare un euro per gli interventi: in questo caso, il beneficiario cede all’impresa esecutrice dei lavori il proprio credito di imposta del 110% a fronte di uno sconto totale per i lavori eseguiti.

  • La cessione del credito comporta invece il pagamento degli interventi eseguiti da parte del beneficiario e, anziché il recupero della spesa in 5 anni sottoforma di detrazione fiscale, la cessione del credito di imposta all’impresa oppure a istituti di credito o intermediari finanziari. In entrambi i casi, le imprese hanno il diritto di cedere a loro volta il credito ad altri fornitori o istituti di credito/intermediari finanziari.

Chi può beneficiare della detrazione 110%?

  • Condomìni.

  • Persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni.

  • Istituti autonomi case popolari (IACP), enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, Istituiti "in house providing" per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

  • Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale

  • Associazioni e società sportive, per lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

 

Come fare richiesta? Per richiedere la detrazione fiscale è necessario produrre:

  • Attestato di Prestazione Energetica (pre e post-intervento) rilasciato da tecnici abilitati.

  • Asseverazione sul rispetto dei requisiti previsti per gli interventi eseguiti e sulla corrispondente congruità delle spese sostenute, rilasciata dai tecnici abilitati, da trasmettere all’ENEA.

  • Visto di conformità della documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta, rilasciato da commercialisti/ragionieri/periti commerciali/consulenti del lavoro, da trasmettere per via telematica con modalità da stabilire dall’Agenzia delle Entrate. Le spese sostenute per il rilascio delle attestazioni/asseverazioni e del visto di conformità sono anch’esse detraibili.

Inoltre, la scelta delle due opzioni dovrà essere comunicata telematicamente, secondo quanto disposto dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Rilancio.

Accesso alla detrazione, sconto in fattura e cessione del credito: l’asseverazione degli interventi

Per accedere ai superbonus 110% e per scegliere le due opzioni per lo sconto in fattura e cessione del credito, è necessario che gli interventi siano asseverati da un tecnico abilitato. In particolare:

  • per gli interventi che accedono all’ecobonus 110%, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell'asseverazione dovrà essere trasmessa telematicamente all’Enea. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Rilancio, saranno stabilite le modalità di trasmissione della suddetta asseverazione e le relative modalità attuative;

  • per gli interventi che accedono all’sisma bonus 110%, l'efficacia degli stessi al fine della riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico, secondo le rispettive competenze professionali, iscritti agli ordini o ai collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 58 del 28 febbraio 2017. I professionisti incaricati attestano altresì la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Il soggetto che rilascia il visto di conformità verifica la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati.

Asseverazione dei lavori e stato di avanzamento

L'asseverazione tecnica degli interventi può essere rilasciata:

  • al termine dei lavori;

  • per ogni stato di avanzamento dei lavori, fino ad un massimo di 2 e per una percentuale minima del 30% del medesimo intervento.

L'asseverazione rilasciata dal tecnico abilitato attesta i requisiti tecnici sulla base del progetto e dell'effettiva realizzazione. Ai fini dell'asseverazione della congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto del MiSE di prossima approvazione. Nelle more dell'adozione del predetto decreto, la congruità delle spese è determinata facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.

Attestazioni e asseverazioni infedeli: le sanzioni

Ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa.

Tali soggetti devono stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500.000 euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall'attività prestata.

La non veridicità delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal beneficio. Si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689.

Detrazione fiscale 50%

Nel caso in cui l’installazione di impianti fotovoltaici o di sistemi di accumulo non sia eseguita in abbinamento agli interventi trainanti, restano invariate le quote detraibili previste precedentemente. L’acquisto di un sistema di accumulo (o impianto fotovoltaico con accumulo) rientra tra le spese che possono beneficiare del cosiddetto “Bonus Ristrutturazioni”: questa agevolazione fiscale prevede, per interventi di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico (tra cui l'installazione di impianti fotovoltaici e di sistemi di accumulo), la possibilità di detrarre il 50% delle spese sostenute in 10 anni dalle tasse dovute, in particolare dall’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Il costo dell’intervento non deve superare i 96.000 €. Con la Legge di Bilancio 2020, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2019, tale detrazione fiscale è stata prorogata anche per tutto il 2020. La detrazione fiscale del 50% rappresenta una vera occasione per l’acquirente: grazie ad essa infatti che è possibile recuperare la metà della somma spesa per installare un impianto fotovoltaico e/o un sistema di accumulo e, così, rientrare più velocemente dall’investimento.

Chi può beneficiarne? Tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno in Italia, siano essi proprietari, locatari, titolari di un diritto reale di godimento o familiari conviventi, che abitano in case singole o indipendenti o che vivono in condominio e che installano un impianto fotovoltaico e/o un sistema di accumulo ad uso esclusivo della propria abitazione o per condividerlo con gli altri condomini per ridurre le spese comuni. 17 Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del Codice civile. Nel caso dei sistemi di accumulo, la detrazione fiscale vale per installazioni sia concomitanti che successive all’installazione di un impianto fotovoltaico. La circolare 7/E del 2018 dell’Agenzia delle Entrate ha infatti specificato che: “L'installazione del sistema di accumulo su un impianto dà diritto alla detrazione sia nel caso in cui tale installazione sia contestuale che successiva a quella dell’impianto fotovoltaico, configurandosi, in dette ipotesi, il sistema di accumulo come un elemento funzionalmente collegato all’impianto fotovoltaico stesso“.

Attenzione: se hai un impianto fotovoltaico incentivato in Conto Energia e vuoi abbinare un sistema di accumulo usufruendo della detrazione, prima contatta il tuo commercialista per verificare se questa operazione è possibile. C’è infatti un’interpretazione abbastanza controversa su quanto l’Agenzia delle Entrate ha dichiarato nella circolare 13/E: “L’installazione successiva del sistema di accumulo non dà diritto alla detrazione nel caso in cui l’impianto fotovoltaico non sia stato ammesso alla detrazione in quanto oggetto di tariffe incentivanti“.

Come fare richiesta? Per poter beneficiare della detrazione è necessario pagare l'impianto, o metà dell'impianto in caso di sconto in fattura, compresi i lavori di manodopera, attraverso bonifico bancario o postale citando nella causale:

  • riferimento alla normativa (bonifico per lavori di ristrutturazione ai sensi dell’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986)

  • il codice fiscale di chi paga

  • il codice fiscale o la partita Iva di chi effettua i lavori Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

 

Ricordati poi di conservare tutta la documentazione relativa all’intervento, in particolare:

  • Bonifico di acquisto

  • Documentazione di addebito sul conto corrente

  • Fattura di acquisto dei beni e/o servizi

  • Nel caso di immobile di nuova costruzione, la domanda di accatastamento

  • Nel caso di immobile sito in condominio, la delibera di approvazione dei lavori da parte dell’assemblea condominiale e relativa tabella millesimale di ripartizione delle spese

  • Nel caso di ristrutturazione, autorizzazioni comunali di inizio lavori Questi documenti andranno infatti presentati al momento della dichiarazione dei redditi.

Infine, per beneficiare della detrazione fiscale per interventi che comportano risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili, è obbligatorio fare una comunicazione all'ENEA delle spese effettuate entro 90 giorni dalla data di fine dei lavori.

Come avviene il recupero del 50%? La somma spettante (il 50% delle spese per l’intervento) va ripartita in 10 quote annuali di pari importo e viene recuperata sottraendo tale quota annuale dalle tasse sul reddito che dovresti pagare. La detrazione si applica a partire dall’anno in cui viene sostenuta la spesa per l’intervento direttamente nella Dichiarazione dei Redditi riportando gli estremi dell’intervento richiesti (rivolgiti al tuo Commercialista per ulteriori dettagli). Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’IRPEF dovuta per l’anno in questione. Ad esempio, se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef ammonta a 1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo. Il Decreto Rilancio ha inoltre introdotto, anche in questo caso, la possibilità di cedere il credito di imposta all’impresa che ha realizzato i lavori o a istituti di credito/intermediari finanziari, nonché di ottenere uno sconto diretto in fattura da parte dell’impresa a fronte della cessione del credito stesso.

IVA agevolata Ricorda infine che, oltre a poter beneficiare delle detrazioni fiscali, sugli interventi di installazione, manutenzione e ristrutturazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo puoi usufruire dell’IVA agevolata al 10% anziché al 22%.

Simulazioni di risparmio Superbonus 110% Una famiglia installa nella propria abitazione un impianto di accumulo fotovoltaico in concomitanza con altri interventi trainanti previsti dal Superbonus (ad esempio cappotto termico o pompa di calore), in modo da migliorare l'edificio di due classi energetiche. Il totale della spesa è di 50.000€.

 

Ha 3 possibilità:

  • pagare l’importo totale ed usufruire direttamente della detrazione fiscale del 110% (55.000€) in 5 anni;

  • pagare l’importo totale e cedere il suo credito di imposta del 110% all’impresa esecutrice o a un istituto di credito;

  • non pagare l’importo, ottenendo uno sconto del 100% in fattura e cedendo il suo credito di imposta del 110% all’impresa esecutrice.

 

Detrazione fiscale 50% Una famiglia decide di installare un impianto fotovoltaico con accumulo senza eseguire altri lavori di efficientamento energetico degli edifici. Situazione di partenza:

  • Località: Emilia Romagna

  • Consumo energetico annuo: 5.500 kWh

  • Bolletta annuale: 1.430€ (0,26€/kWh).

  • Debito energetico in 25 anni: 45.847€ (tasso incremento annuale: 1%).

 

Con impianto fotovoltaico con accumulo:

  • Potenza impianto FV: 4 kWp

  • Produzione annua impianto FV: 4.800 kWh

  • Capacità sistema di accumulo: 10 kWh

  • Costo impianto FV con accumulo: 21.000€

  • Costo impianto con detrazione fiscale (-50%): 10.500€

  • Bolletta annuale residua: 266€ (con autoconsumo 80%)

  • Costi in 25 anni: 21.261€ (con finanziamento)

  • Risparmio sui 25 anni di 24.586€.

Le unità immobiliari escluse

Sono escluse dalla fruizione dei nuovi superbonus 110% le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali:

  • A/1: abitazioni di tipo signorile;

  • A/8: abitazioni in ville;

  • A/9: castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici.

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